uda Un angolo di Egitto

 

UN ANGOLO DI EGITTO

 

 

DESTINATARI: alunni delle classi quarte

 

 

PERIODO DI SVOLGIMENTO:secondo quadrimestre

 

 

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE (indicazioni curricolo 2012):

 

italiano:

Storia:

 

Arte e immagine:

 

 

Inglese:

 

 

 

Matematica:

 

 

 

PREREQUISITI: conoscenza minima della cultura egizia.

  

 

 

DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’

 

ATTIVITA’ n°1

Riuniamo le classi in una stessa aula e, l’insegnante di inglese, legge la leggenda del mito di Osiride. Successivamente chiediamo cosa pensano che sia stato raccontato, ascoltiamo le ipotesi e le varie idee e infine leggiamo la stessa legenda in italiano. A questo punto chiediamo ancora cosa pensano che sia stato raccontato, scopriamo così dai riferimenti del testo (faraone, Nilo, ecc)  che siamo nell’antico Egitto.

Insieme le due classi, guidate dalle insegnanti, innescano un confronto, una discussione sull’importanza di questa civiltà. Insieme si confrontano sulle particolarità (per cosa sono ricordati ancora oggi), sulle loro invenzioni e sulle cose che più li hanno colpiti di questa civiltà, per questa parte si usa la tecnica del brainstorming.

Vengono raccolte le idee e raggruppate in sei argomenti più generali: il Nilo, la mummia, la piramide, il papiro, la scrittura, il mito di Osiride.

 

 

ATTIVITA’ n°2

Riuniamo nuovamente tutti i bambini in una stessa classe e spieghiamo loro che oggi faremo un viaggio nell’Egitto dei faraoni, delle piramidi e delle mummie, spieghiamo che ogni bambino diventerà uno storico e un archeologo e che scopriranno i segreti di una delle popolazioni più antiche e affascinanti della storia.

Dividiamo quindi i bambini in piccoli gruppi da circa sei bambini, ogni gruppo verrà coordinato da un’insegnante.

I gruppi vengono formati secondo l’interesse mostrato dai bambini nei confronti dei vari argomenti, tenendo conto delle diverse predisposizioni personali (lettura, scrittura, lavoro manuale) e con un’attenzione all’eterogenia dei gruppi.

I sottogruppi che vengono formati sono così divisi:

 

 

LA MUMMIA: l’insegnante chiede ai bambini che cosa sanno della mummia, cosa è di preciso una mummia. Sentite le diverse idee si procede alla ricerca sul libro di testo di alcune informazioni sul processo di mummificazione. Successivamente su uno scatolone viene tracciata la sagoma di uno dei bambini che verrà poi ricoperta da palline di carta di giornale assemblate con lo scotch carta, in questo passaggio si pone attenzione alle diverse parti del copro a come realizzare le braccia incrociate o la tridimensionalità del volto. Infine si passa alla fasciatura: utilizzando carta igienica immersa in acqua e colla vinilica viene ricoperta la sagoma con un paio di strati. In attesa che il lavoro asciughi vengono poi selezionati dai bambini i passaggi salienti della mummificazione che vengono poi riscritti al computer, viene anche scelto un nome che, in seguito con l’aiuto del gruppo dei geroglifici, verrà scritto su un cartiglio.

 

IL NILO: l’insegnane spiega ai bambini che questo gruppo si dovrà occupare dell’importanza del Nilo per la civiltà egizia e quindi chiede ai bambini, secondo loro, perché questo fiume è stato così importante, vengono così raccolte, anche con l’aiuto del libro di testo, idee, ipotesi e le informazioni relative alle inondazioni del Nilo, la fertilità del limo, la navigabilità del fiume, ecc…

Su un cartellone viene quindi tracciata la sagoma del fiume facendo attenzione alle anse, alla foce a delta, alla sua estensione. L’insegnante chiede come potrebbe essere possibile rendere rappresentare sul cartellone il fiume, il deserto, il mare e la zona fertile intorno al fiume, incoraggiando a ragionare su come utilizzare diversi materiali messi a disposizione dall’insegnante: carta velina, cartoncini zigrinati, farina gialla. L’insegnante propone spunti di riflessione ad esempio chiedendo come possano essere rappresentate le zone fertili poi coltivate (cartoncini zigrinati che richiamano i segni delle arature, carta velina strappata a strisce di diverse sfumature per richiamare il flusso del fiume, la farina gialla che richiama la sabbia del deserto, …)

Con l’aiuto del libro di testo e di altri libri messi a disposizione si individuano le città più importanti per la civiltà egizia e si evidenziano sulla cartina con un “simbolo” scelto di comune accordo (pallina di carta velina rossa) e una bandierina. Vengono poi posizionate le piramidi, costruite assemblando lo sviluppo in cartoncino, in corrispondenza della piana di Giza, infine i bambini ricercano altre immagini su depliant o cartoline che possano arricchire il cartellone.

 

IL MITO DI OSIRIDE: il piccolo gruppo rilegge collettivamente o individualmente il mito e ne individua le sequenze principali, con l’aiuto dell’insegnante di inglese vengono associate alle corrispettive sequenze del racconto in inglese. Insieme i bambini decidono di rappresentare il mito usando proprio l’effige di Osiride, con l’aiuto dell’insegnante viene riprodotta l’immagine su un cartellone che poi verrà decorato. Il cartellone viene poi completato con le sequenze in inglese che, con l’aiuto dell’insegnante, vengono correttamente associate a quelle in italiano.

 

LA PIRAMIDE: mettiamo a disposizione dei bambini il testo di classe e alcuni testi specifici sull’argomento e chiediamo ad ognuno di ricercare delle informazioni particolari o curiose che raccontino cosa era e che scopo aveva la piramide. Ogni bambino racconterà agli altri del gruppo cosa ha trovato di interessante e insieme, guidati dall’insegnante, sceglieranno le informazioni e le assembleranno in un cartellone.

 

IL PAPIRO: l’insegnante  spiega ai bambini che quel gruppo dovrà occuparsi dell’importanza del papiro nella civiltà egizia, ancora una volta vengono messe a disposizione testi di classe e testi specifici (se la classe ne è dotata è possibile pensare anche all’uso del computer per la ricerca di informazioni). Dopo una prima fase di ricerca vengono esposte e selezionate le informazioni più interessanti per i bambini e, guidati dall’insegnante, vengono scritti al computer o fotocopiati brevi testi, riprodotti disegni su diversi usi del papiro.

 

I GEROGLIFICI: l’insegnante propone una serie di simboli chiedendo che cosa rappresentino secondo i bambini, raccolte alcune idee viene spiegato che in realtà la sequenza è una lettera d’amore, ne legge cos’ il contenuto. L’insegnante aiuta a riflettere su come le interpretazioni dei bambini si differenziassero dal reale intento della lettera, insegnante così legge il testo (chiaramente ironico) che corrisponde a come la lettera è stata intesa da chi l’avrebbe ricevuta, ponendo così ancora l’attenzione sulla “fraintendibilità” di questa scrittura. Viene avviata così una ricerca di notizie sulla nascita e l’utilizzo di questa scrittura usando il materiale (testi e siti internet) messo a disposizione dall’insegnante. Ricavate insieme le informazioni principali viene assemblato un cartellone che racconti quanto scoperto.

 

 

Una volta concluso il lavoro sui cartelloni riuniamo i bambini, spieghiamo che dopo che ogni gruppo si è “specializzato” su un tema dell’antico Egitto, nei prossimi incontri, ogni bambino costruirà il suo personale corredo egizio.

 

ATTIVITA’ n°3

Con l’aiuto dell’insegnante di matematica viene mostrato un modellino in cartoncino di una piramide e, appoggiato sulla cattedra in modo che sia visibile da tutti, si invita ad una riflessine collettiva riguardo alla forma. Emerge la concordanza sulla forma a triangolo. L’insegnante lancia una provocazione evidenziando che il triangolo ha solo tre lati mentre la piramide ne ha quattro, si sollecita la discussione fino a mettere in evidenza la forma quadrata della base della piramide. Per meglio spiegare la forma complessa della piramide viene distribuito lo sviluppo del solido su cartoncino A4. Infine facciamo ricomporre la piramide tridimensionale ad ogni bambino.

 

 

ATTIVITA’ n°4

L’insegnante mostra ai bambini una selezione di immagini di geroglifici, con le relative trascrizioni. Vengono poi mostrati i cartigli con i nomi dei faraoni e viene chiesto ai bambini, divisi in piccolo gruppo, di riconoscere o decifrare alcuni nomi. Dopo un’iniziale difficoltà e sentite le diverse ipotesi, l’insegnante consegna ad ogni gruppo una strisciolina riportante diversi simboli ai quali è stata associata una lettera. Viene quindi ripetuta la richiesta di decifrare i nomi sui cartigli.

L’insegnante a questo punto consegna dei cartoncini ad ogni bambino e, con l’aiuto di mascherine di cartone per farne il contorno e dell’”alfabeto egizio” ogni bambino disegna il proprio cartiglio. L’insegnante invita i bambini a osservare gli esempi per scegliere i colori più adatti, dalle osservazioni dei bambini emerge la scelta di colori vivaci e brillanti. I vari cartoncini vengono infine raccolti e plastificati per diventare un personalissimo segnalibro.

 

 

ATTIVITA’ n°5

L’insegnante propone ai bambini di trasformarsi in scolari egizi e di comporre quindi un breve testo in egiziano antico, per fare questo però non possono essere usati i soliti quaderni, si attiva una discussione su cosa posa essere usato per scrivere testo, la soluzione è il papiro.

Proponiamo così ai bambini di costruire una pergamena di papiro.

L’insegnante prepara una mistura di caffè e colla vinilica e distribuisce ad ogni bambino una cartoncino con una garza di identica misura e un pennello. I bambini spennellano la garza, appoggiata ala cartoncino, con la mistura collosa e, infine, per dare un aspetto più invecchiato danno delle spennellate irregolari di solo caffè.

Una volta asciugate le pergamene di papiro i bambini, con l’utilizzo di colori a cera non oleosi, scrivono il proprio testo usando geroglifici già visti in precedenza o geroglifici inventati. L’attività si conclude con la presentazione alla classe e la “decifrazione” del breve messaggio creato da ogni bambino.

 

 

ATTIVITA’ n°6

L’insegnante mostra alcune illustrazioni dal libro di testo e da altri libri di pittura egizia che raffigurano attività umane: l’agricoltura, la preghiera, la vita del faraone, guidando i bambini in una lettura di immagini, aiutandoli e invitandoli a rintracciare nelle immagini gli elementi ormai noti di questa cultura.

L’insegnante infine si sofferma sulla rappresentazione delle figure umane invitando a osservarne le particolarità, emerge la “strana” disposizione del corpo, i bambini provano a disporsi come nelle immagini mostrate.

A questo punto l’insegnante spiega la geometria e le proporzioni che venivano impiegate dagli egizi nella raffigurazione delle persone, viene consegnato un foglietto a quadretti di 1cm su cui ogni bambino potrà riprodurre il proprio ritratto seguendo le geometrie egizie.

 

 

ATTIVITA’ n°7

Riuniamo di nuovo tutti i bambini nel corridoio adiacente alle due classi per invitarli all’allestimento della galleria del MUSEO EGIZIO DI CALDONAZZO. Vengono ricomposti i gruppi del primo incontro a cui viene consegnato il cartellone che racconta la loro attività. Ogni gruppo, dopo un iniziale momento di organizzazione e di “ripasso”, racconta agli altri il procedimento e il percorso che li ha portati a quel prodotto finale, vengono illustrate così le differenti scelte dei materiali per costruire la valle del Nilo, le fasi della mummificazione, le sequenze del mito di Osiride ecc…

Infine, insieme ai bambini, viene scelto il nome della mummia e ne viene fatto un cartiglio, si procede al vero e proprio allestimento del corridoio e si distribuisce il corredo egizio (cartiglio, piramide, papiro e ritratto) ad ogni bambino.

 

 

ATTIVITA’ DI VERIFICA

 

Considerando la natura delle attività si è impostata una modalità di valutazione che vuole analizzare e confrontare i vari momenti del percorso formativo e non solo il risultato finale. Viene inoltre preso in considerazione che l’apprendimento collaborativo produce effetti a livello sia cognitivo che sociale, quindi la valutazione sarà su entrambi questi aspetti: come sono state messe in atto abilità e competenze di lavoro all’interno del gruppo, quindi abilità sociali e di comunicazione e quali livelli meta cognitivi sono stati raggiunti

Valutazione dinamica: analisi costante del percorso di apprendimento per comprendere l’evoluzione dei processi cognitivi e meta cognitivi (ricapitolazione del lavoro, spiegazione ai compagni del lavoro svolto, livello di partecipazione e di motivazione).

L’autovalutazione: sia come capacità di valutare e monitorare il proprio percorso formativo, sia come sviluppo di senso critico e autocritico rispetto ai compiti eseguiti e alle conoscenze acquisite.

Valutazione reciproca e collettiva: ciascuno studente oppure gruppo di studenti, può mettere a punto prove di valutazione per gli altri compagni (giochi, quiz..), così come la valutazione del lavoro svolto può essere momento di discussione collettiva (durante i momenti di condivisione e presentazione del materiale, gioco dei cruciverba).

Valutazione “classica”:  ai bambini verrà proposta una verifica a domande aperte in cui possono raccontare, anche con l’aiuto di mappe e immagini, cosa hanno imparato della cultura egizia.